I "FASCISTI" DELL'ANTIFASCISMO

Da tempo si assiste alla convergenza di una pseudo storiografia di destra e di sinistra che, in modo concorde, cercano di spacciare per verità quanto la propaganda ufficiale del regime ha diffuso in tanti anni sul conto del neofascismo degli anni Settanta.
Incuranti della documentazione che, copiosa, dimostra come questo "neo­fascismo" sia stato in realtà un mero strumento dello Stato e, di conseguenza, dei nemici del fascismo, storici ed ideologici come i servizi di sicurezza israeliani, pennivendoli di "Alleanza nazionale" ed agit-prop di sinistra, tentano in tutti i modi, approfittando del momento ad essi favorevole per via di un governo di centro-destra la cui sudditanza nei confronti degli Stati uniti e di Israele è notoria e di una sinistra complice di far passare per verità storicamente accertata quella che è la menzogna, documentata e documentatale, di un "neofascismo" eversore e, addirittura , "combattente"contro lo Stato e il sistema partitocratico.
Non è una coincidenza che su questa tesi menzognera convergano personaggi che usano, con estrema disinvoltura, le armi della calunnia e della diffamazione, taluni dei quali sfruttano il proprio e l'altrui dolore per godere di un'effimera notorietà.
A costoro rispondiamo, affermando che se tanti uomini sono stati ingannati negli anni del dopoguerra e hanno aderito e partecipato ad una strategia suicida in perfetta buona fede, per fiducia nei "capi" e per scarso acume politico, tanti altri vi hanno aderito per mero spirito di avventura, ovvero per comprovata capacità a delinquere ammantata da un'ideologia che non hanno mai avuto.
E mentre i primi, quelli in buona fede, tacciono e di essi nessuno parla, i secondi imperversano da sempre con interviste, dichiarazioni, ricostruzioni che lasciano, per la storia, il tempo che trovano ma che consentono a questo Stato di perpetuare la menzogna.
Così che costoro sono stati funzionali allora, per la strategia del terrore e dell'infamia, e continuano ad esserlo oggi perché di essi lo Stato ha bisogno e necessità per proseguire nella strategia del depistaggio, dell'inganno e della confusione che deve disorientare i giovani e posticipare il tempo della resa dei conti.
Abbiamo ricordato già cos'è stato "Ordine nero" e, quindi, il livello morale di chi, per conto della divisione Affari riservati del ministero degli Interni e del partigiano Carlo Fumagalli ha posto bombe e scritto volantini deliranti per provocare insicurezza e paura nella popolazione e per gettare, consapevolmente, discredito sul fascismo, come idea e come storia.
Alcuni di questi, insieme ad altri della stessa specie, li ritroviamo insieme, impegnati in un'operazione che da sola avrebbe dovuto confinarli nel pattume della storia, sommersi dal disprezzo generale.
Ci riferiamo all'esaltazione di un individuo che, senza alcuna apparente logica umana e politica, è stato imposto da costoro come un "camerata" di indubbia e adamantina fede fascista, uno "spirito libero", un super-uomo da prendere ad esempio, da tenersi vicino, al quale confidare segreti più o meno veri, da far iscrivere nel novero degli "eroi" del neofascismo post-bellico: Angelo Izzo.
Pubblicheremo i nomi dei redattori della rivista "Quex" che si lanciò nell'esaltazione del "camerata" Angelo Izzo, pluridenunciato per violenza carnale, condannato per stupro,omicidio e tentato omicidio.
Riproporremo la nota con la quale il bombarolo (a ottantamila lire a settimana) del partigiano Carlo Fumagalli e della divisione Affari riservati. Zani Fabrizio (e ci scusiamo con i lettori per doverne fare il nome violando le norme igienico-sanitarie) si scagliò contro "le vestali di quart'ordine della morale" che si permettevano di criticare l'inserimento da uno omicida e stupratore nel novero dei militanti "nazional-rivoluzionari".
Ricorderemo come il "pentimento” giudiziario di Angelo Izzo e Sergio Calore fu concordato con Valerio Fioravanti che conviveva fraternamente insieme ad essi nel carcere di Ascoli Piceno.
"Pentimento" sponsorizzato dal gruppo editoriale "L'Espresso-Repubblica” che presentò i soggetti come "bravi ragazzi" che volevano fare "chiarezza" sulle stragi. Un "pentimento" che doveva essere condiviso da tutti e tre, ma Fioravanti. poi si tirò indietro lasciando i suoi due complici allo scoperto.
Se ancora oggi il Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria mantiene Angelo Izzo negli elenchi degli"estremisti di destra", se uno stupratore omicida è entrato nella storia del neo-fascismo post-bellico come "militante nazional-rivoluzionario" sappiamo a chi lo dobbiamo; agli stessi che, oggi, i pseudo storici della "Casa della memoria" di Brescia e qualche pennivendolo di "Alleanza nazionale" cercano di rivalutare come combattenti "fascisti", duri e puri.
Che personaggi privi di cultura storica e politica, attenti alle interviste e alla propaganda personale possano scambiare i Tuti, i Fioravanti, gli Izzo, l'innominabile bombarolo di ''Ordine nero" come militanti politici, fieramente "fascisti"' si può comprendere avendo costoro dei fascisti l'immagine offerta dalla propaganda bellica che ancora imperversa su giornali e televisioni .
Che altrettanto possano e vogliano fare i pennivendoli di "Alleanza nazionale”, si comprende perfettamente perché l'odio dei ricreduti e dei rinnegati è superiore a quello dei nemici tradizionali, così che nel furore antifascista che li anima, oggi, nulla di meglio possono fare, per la gioia della Comunità ebraica romana, che presentare al pubblico gli ammiratori di Angelo Izzo come "fascisti".
Per quanti, viceversa, conoscono la storia del fascismo, ne condividono l'ideologia, ritengono che la politica sia al servizio dei cittadini e che sia una battaglia etica,gli estimatori e gli esaltatori del "super-uomo" Angelo Izzo sono umani escrementi come se ne incontrano sempre in periodi di disordine e di confusione.
Non ci può essere distinzione fra uno stupratore omicida come Angelo Izzo ed i suoi discepoli che, delusi, ne hanno preso le distanze solo dopo che, su invito di Valerio Fioravanti, costui sì è "pentito”.
La pratica dello stupro, l'omicidio di Rosaria Lopez e quello mancato di Donatella Colasanti, avevano fatto di Angelo Izzo per i personaggi citati ed altri loro simili, il "camerata perfetto", l'incarnazione del guerriero che, in spregio alla morale della plebe, agisce come vuole e ciò che vuole se lo prende con la forza, il "pentimento" giudiziario ne fa un reprobo da condannare.
Non è, questo, il modo di pensare e di giudicare di migliaia di "spiriti liberi" (come si autodefinisce l'innominabile bombarolo di Ordine nero) di cui sono piene le fogne e le galere d'Italia, per i quali tutto è consentito meno che la "collaborazione con la giustizia"?
E qualcuno vuole considerare costoro "camerati"?
Noi li consideriamo, semplicemente, i"fascisti" dell'antifascismo che di essi si è servito e che essi hanno servito sia come bombaroli per consentire ai settori più marcatamente anticomunisti della Democrazia cristiana e del Partito socialdemocratico di fare il "golpe" con l'ausilio della forze armate nate dalla resistenza, come confidenti degli apparati di Stato, come ammiratori di Angelo Izzo e, infine, come invocanti il perdono e la clemenza dello Stato .
Non sono i rifiuti del fascismo e, neanche del neofascismo post-bellico:
sono i rifiuti dell'antifascismo nazionale ed internazionale.
Ne parleremo ancora.

Vincenzo Vinciguerra Opera, 3 dicembre 2008

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