25 APRILE : COSA FESTEGGIARE ?
IL 25 aprile è la data ufficiale della fine della Seconda guerra
mondiale in Italia.
Finisce un massacro per cause belliche costato al Paese più di 500
mila morti, e ne inizia un secondo motivato da ragioni politiche ed
ideologiche che ne costerà altre migliaia fino alla fine degli anni
Ottanta ed oltre.
Dovrebbe essere il giorno del silenzio e del ricordo, viceversa è
quello delle bande di città e di paese con grancasse e tromboni per
festeggiare il ritorno della democrazia in Italia.
I partiti politici che erano rinati subito dopo il 25 luglio 1943,
dichiarano che intendono portare nel Paese equità e giustizia, ma,
dopo oltre sessantanni di regime democratico, i risultati sono
questi:
Libertà, è solo una parola vuota di significato utilizzata
dai potenti che, in realtà, la negano a noi per riservarla a se
stessi, con la quale ci impediscono di vedere il marcio ed i mali
che affliggono il nostro Paese.
Tolleranza, un bel termine per esprimere un bellissimo concetto che,
però per i politici e per i giornalisti vale solo per quanti
estranei alla nostra storia ed alle nostre tradizioni, vengono qui
per perpetrare stupri, furti, rapine e violenze di ogni genere, in
una sola parola per delinquere, come confermano i dati ufficiali
sulla presenza degli stranieri all'interno dei nostri istituti di
pena. Non è,questa mia osservazione, una dichiarazione razzista
perchè si basa sulla constatazione che ogni popolo ha la sua terra e
ogni terra ha il suo popolo.
Droga,indica un insieme di sostanze tossiche di vario genere di cui
più del 70 per cento degli italiani dichiara di averne fatto uso,
mentre oltre il 40 per cento afferma di assumerla abitualmente. Non è
un caso che, oggi, il mercato della droga sia controllato da
stranieri, lasciati liberi di avvelenare la nostra gente,
corrompere i nostri figli, far dilagare l'immoralità con la
gestione spregiudicata e feroce della prostituzione in tutte
le sue forme.
Mafia, sono in realtà più di una, da quella siciliana alla
calabrese, dalla napoletana alla pugliese, tutte però hanno sempre
avuto un unico referente: lo Stato, ovviamente quello democratico ed
antifascista sorto dal 25 aprile 1945 anche con il loro aiuto
determinante e sempre assicurato in cambio di impunità per i capi e
affari per le cosche. E' il peso che questo nostro Paese si porta,
anche in campo internazionale, con tutto ciò che di negativo e di
indegno questo comporta per tanti italiani onesti.
Iniquità, parola che non può che riferirsi alla magistratura
italiana, anch' essa formatasi dopo il 25 aprile 1945. Siamo un
Paese in cui il potere giudiziario appare più inaffidabile - ed è
dire tutto - di quello politico.Un ordine, quello giudiziario, che
annovera tanti magistrati che magari conoscono perfettamente le
norme dei codici penale e civile, ma che non hanno il senso della
Giustizia. Le cronache ci riportano quotidianamente questa drammatica
realtà intessuta di innocenti in galera e colpevoli scarcerati,
stupratori agli arresti domiciliari e ladri di polli rinchiusi in
carcere, esibizionismi e ambizioni politiche.
Ci vogliamo limitare nell'elenco dei mali che il regime sorto da una
sconfitta militare e da una guerra civile ha regalato all'Italia,
in oltre mezzo secolo di esercizio di un potere assoluto e
totalitario che pretende di imporci come realizzata l'utopia della
democrazia.
Rifuggendo dal pessimismo che la realtà in cui viviamo impone
conserviamo
la fiducia nel nostro popolo che, nonostante il quotidiano
martellamento degli asserviti mezzi di comunicazione di massa, può
ritrovare il desiderio del vero e del giusto e, insieme ad esso,
l'orgoglio di volersi riscattare e liberare.
A questi italiani, quindi, chiediamo: il 25 aprile, cosa c'è da
festeggiare?
Simone Simonetti, Milano 24 aprile 2009
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