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Milano. Via Padova. Cosa è accaduto realmente?


In una via di Milano, lunga poco meno 4 chilometri, 'convivono' etnie diverse, con origini e costumi distanti gli uni dagli altri.
Una scintilla e avviene il finimondo. Auto bruciate, negozi assaliti, oggetti lanciati dalle finestre, urla di dolore miste a quelle di rabbia e, in mezzo a tutto questo, una via. Nord africani contro sud americani. I primi , hanno una vittima di 19 anni da vendicare, i secondi si difendono dalla ferocia del gruppo avversario. Ottima trama per un film che ha come intento quello di vincere l'ambita statuetta d'oro del cinema.
Immaginatevi un lungometraggio ambientato nei quartieri di New York dove la polizia non entra e quei pochi agenti che lo fanno sono corrotti.
Avete preparato i pop corn e la vostra ghiacciata coca-cola? Sediamoci e gustiamoci la visione. Un attimo. Cosa succede? All'improvviso delle fiaccole appaiono. Uno striscione recante la scritta NESSUNA INTEGRAZIONE SENZA LEGALITA' sta in testa al corteo, anticipando le fiaccole. Le bandiere sono alte . La nostra vista cerca di focalizzare ed ora distinguiamo bene i simboli su codeste bandiere: La Destra, Pdl e Movimento per l'Italia. Bandiere rispolverate e rimesse a nuovo, era l'occasione tanto attesa dai vari La Russa -Romano-, Santaché , Fidanza e De Nicola. Tutti insieme marciano per via Padova, la via della 'vergogna'.La plutocrazia sfila a testa alta , camminando sul sangue lasciato sull'asfalto.
Il film sta prendendo una 'strana piega', non rientra nei canoni del genere gangster. Cosa c'entrano i fantapolitici in un film sulle bande cittadine?
Eppure in via Padova non c'è nessun locale come il Billionaire che giustificherebbe la presenza della Santaché o sedi di Alleanza nazionale per giustificare quella del fratello minore di Ignazio. Allora perchè si trovano lì? La risposta risiede in una data. 28/29 marzo 2010. Le regionali.
Mentre la destra scende in piazza truffando i sentimenti dei cittadini milanesi, la sinistra cavalcherà l'onda dello sciopero del primo marzo 2010, quello di 24 ore degli immigrati, illudendo a loro volta il loro elettorato. Quindi abbiamo osservato come una buona parte della plutocrazia italiana è scesa nelle strade a rivendicare il diritto alla Sicurezza per i cittadini. Ma possono loro rivendicare tali diritti? No. Semplicemente per la loro concezione di vita. Fasti e lusso, appartamenti ultra moderni e serate costosissime. Tra interessi personali che sfociano nella malavita , nella politica e nell'egoismo individuale non troveremo nessuno disposto a cambiare le cose. Ma non è ancora detta l'ultima parola.
Chi è degno di determinare un cambiamento della situazione attuale è il cittadino , immune dai giochi di potere , di politici e malavitosi. Ma il cittadino comune, pur avendo le risorse, non ha la volontà di mettersi in gioco. Lavoro ardimentoso, quindi, il nostro: fare riacquistare agli italiani la coscienza nazionale di un tempo. Il senso di appartenenza perduto. Perduto dopo le stragi manovrate da quello stesso Stato che avrebbe dovuto proteggerci .
Il generale Gian Adelio Maletti ha confermato le nostre tesi. Nessuna smentita è arrivata. Perchè i dibattiti aiutano a ricordare, non farli aiuta a scordare. Ritornando dinanzi al grande schermo, pertanto, cosa vorrebbero rappresentare le fiaccole in via Padova?
Vorrebbero denunciare l'esistenza di un problema razziale? Il problema della clandestinità nel nostro Paese?
“Chi è irregolare delinque , chi invece è regolare no” da quanto si evince dai quattro sciagurati scesi in piazza. Ma è realmente così? No. Delinquenti regolari ne abbiamo quanti ne vogliamo. Noi, però, puntiamo il dito contro la classe dirigente nazionale e cittadina, questa plutocrazia che attanaglia la società civile, soffocandola , senza concederle via d'uscita. La colpa non è degli immigrati che mai sbarcherebbero sul nostro territorio se sapessero che ad aspettarli ci sarebbe la buona e vecchia Giustizia. Sono consci che possono prestare servigi alla borghesia attraverso lo spaccio di sostanze stupefacenti a basso costo, recuperi crediti, furti, estorsioni e quant'altro , in una lotta tra bande all'ultimo sangue. Dobbiamo riprenderci dal torpore durato più di mezzo secolo. Quello che è accaduto in via Padova non è un problema di società multirazziale. E' un problema politico italiano.
I connazionali del ragazzo ucciso, avrebbero voluto pulirlo e purificarlo, come prevede il Corano. E poi trasportarlo in moschea per la preghiera con l’Imam. Le forze dell'ordine lo hanno vietato. Bisogna attendere la risposta del magistrato, dice la legge italiana. E così ha avuto inizio la mattanza in via Padova , a Milano. Uno Stato , due leggi. Non esistono altri motivi. Non è stata Vendetta o voglia di rivincita dei maghrebini, quella avviene quando il sole tramonta, i lampioni si accendono e i capi banda si incontrano per “chiarire”.Com'è sempre successo e continuerà ad accadere, in una logica prettamente mafiosa. La colpa dei danneggiamenti ricade esclusivamente sulle forze dell'Ordine, sul Sindaco, sugli assessori e su tutte quelle associazioni Onlus che si prodigano ad 'aiutare' gli immigrati per raccattare i contributi statali, vere e proprie mignatte pronte a distaccarsi alle prime avvisaglie di pericolo , per poi tornare quando tutto è terminato, con voce tuonante , per richiedere maggiori sussidi per gestire una situazione 'al limite del possibile'. Nuovi finanziamenti al Comune, alle forze dell'Ordine e alle associazioni e la giostra si rimette a girare. Così fino all'infinito.
Abbiamo il dovere di rompere gli ingranaggi della giostra, colpendo inesorabilmente chi si adopera per farla continuare a funzionare. Abbiamo nomi e cognomi, sappiamo le loro malefatte e siamo a conoscenza degli intrighi di palazzo, manca a noi come Popolo quella fame di giustizia che ci potrebbe differenziare dal resto dell'Occidente oramai in putrefazione. Riscoprire l'appartenenza ad un Popolo che ha accompagnato la Storia nel suo viaggio millenario .
Avete gettato pop corn e coca-cola? Vi comprendiamo, è tutto così tragicamente italiano...






Enrico Labanca 2 marzo 2010
 

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