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DENTRO DI NOI



Domenica 30 maggio si è svolta in tutta Italia, la Giornata nazionale per la donazione degli organi e tessuti.
Numerosissime le iniziative in campo sportivo, musicale, scolastico, medico. Il motto che accomunava la piazza di Bolzano con quella di Trapani era: “Il trapianto è vita”.
Belle parole che solo un cinico potrebbe additare come ingannevole. Un cinico oppure una persona che ha fatto della 'Verità' , il senso della propria vita.
Andiamo a scavare in fondo a questo fenomeno che il più delle volte non è nemmeno voluto dal 'donatore' perché, a scegliere, sono i parenti , aggirati da medici che della vita altrui non hanno un grande interesse.
Quali sono gli organi che si possono prelevare al paziente in coma, presunto irreversibile?
“I reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino, mentre i tessuti sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni” (1)
Appare come una semplice lista della spesa.
In una società dove l'Individuo è divenuto parte centrale , spostando ai margini , se non addirittura eliminando la Comunità che fino a qualche decennio fa caratterizzava un popolo, si è giunti progressivamente alla predazione degli organi, l'ultimo gradino di un mondo occidentale in dirittura d'arrivo.
Cosa è che dà il via all'espianto? Qual'è la condizione nella quale il medico può procedere all'intervento?
E' la morte celebrale del paziente .
Leggiamo dal sito http://www.antipredazione.org/
“La così detta “morte cerebrale” costituisce il cardine centrale su cui è basata l'espianto-trapiantologia(2). Senza di essa la chirurgia sostitutiva centrata sull'espianto di organi da soggetti vivi che hanno perso la coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I pazienti sotto ventilazione definiti arbitrariamente “cadaveri” dai medici che dichiarano la “morte cerebrale”, in realtà non lo sono né per la biologia né per la legge.
Per la biologia non lo sono perché i pazienti hanno tutti i loro organi perfettamente funzionanti. Per la legge non lo sono perché la normativa recita: “per cadavere si intende il corpo umano rimasto privo delle funzioni cardiorespiratoria e cerebrale”(3).”
Curioso come i medici giochino sull'utilizzo dei termini, in una spirale che porta alla soppressione del povero disgraziato finito in ospedale, “per salvare gli organi ad ogni costo”.
Anche i politici hanno fatto la loro parte nel laido gioco dei trapianti.
“ sono state approvate nel '93 la L. 578 che equipara il coma alla morte, nel '94 il D.M. 582 che accorcia i tempi di cosiddetto “accertamento” da 12 a 6 ore e dà al Ministro della Sanità la facoltà di modificare i protocolli per la dichiarazione di morte cerebrale  senza passare dal Parlamento, nel '99 la L. 91 che tratta del silenzio-assenso/organizzazione/promozione dei trapianti/import-export” (4)
Quotidianamente sentiamo che il ragazzo rimasto coinvolto nell'orribile incidente stradale , purtroppo , non ce l'ha fatta ma i genitori hanno dato il consenso all'espianto degli organi. Dalla disgrazia nasce un fiore. Peccato però, che questo fiore i parenti della vittima non lo potranno conoscere, non potranno dargli un nome o un volto, perché per legge vige l'anonimato. Donatore e ricevente sono protetti dalla privacy.
Ci domandiamo: perché mai due famiglie -quella del donatore e quella del ricevente-, colpite dagli eventi tragici della vita, non possono incontrarsi e conoscersi?
Chi per sfortuna sua, ritrova il suo nome sulla lista d'attesa per un cuore 'nuovo' (aggettivo alquanto falso e pretenzioso) immaginiamo che sentirà il bisogno , il giorno dell'intervento, di ringraziare il padre del ragazzo donatore che ha dato il suo consenso all'espianto. Allo stesso modo, questo povero padre vorrà intravedere la luce negli occhi di chi ha ricevuto il cuore di suo figlio. Ma lo Stato italiano non lo permette.
Ampi spazi sui giornali e in tv ai dolori di chi perde il proprio caro e acconsente alla donazione per fare 'rivivere' il loro amato in tre , quattro o addirittura cinque persone . Se una persona può rivivere in un fegato o in un rene, non c'è dato saperlo.
Sempre più spazi vengono 'donati' anche a chi , dalla morte altrui, ha tratto la sua fortuna.
Un esempio ci viene dal signor Domenico Gottardelli che su Bergamo7 dell'11 giugno concede un'intervista nella quale racconta la sua storia , sfortunata almeno sino a quando nel 2000 non ha ricevuto un fegato e ha ricominciato a vivere. Per fare conoscere la sua storia e pubblicizzare il trapianto, ha pensato bene di abbellire la sua auto Dyane, con pupazzi, targhette e bandierine di ogni genere e a girare per paesi e città per incantare i passanti, ignari fino a quel momento della sua vicenda a lieto fine .
Nel concludere l'articolo, dichiara:
“Mi ritengo fortunatissimo per quello che mi è successo - ha concluso il pensionato -. Per questo devo ringraziare le famiglie che decidono di donare gli organi dei propri cari. Purtroppo ho un nipote che da un anno è costretto a fare la dialisi ogni due giorni perchè è rimasto senza reni e non ha trovato ancora nessuno per poter effettuare il trapianto. Speriamo che riesca ad essere fortunato come lo sono stato io”. (4)
Peccato che nessuno gli abbia spiegato che, in linea di massima, “ogni trapianto richiede la fine di un'altra vita”.(5)
Ognuno al suo spazio , allora perché non comunicare i nominativi del donatore e del ricevente alle rispettive famiglie?
Le associazioni che promuovono la donazione degli organi hanno ingresso libero nelle scuole, negli ospedali, nei comuni. Nei parchi cittadini troviamo addirittura monumenti dedicati a loro, il più delle volte associate ad immagini sacre, come ad esempio il Cristo morente. Ma vige il più stretto riserbo tra donatore e ricevente, come mai? Nell'ultimo atto di questo illuminato cammino di pietà umana ( o di riscatto ? ) , un buio pesto cala, spegnendo i riflettori che sino a quel momento lo hanno accompagnato; come se nessuno debba sapere , come se nessuno abbia il diritto di venire a conoscenza da dove, da chi proviene il cuore che sta ricevendo o dove e a chi andrà il fegato del povero defunto.
Stessa regola, fanno sapere dal ministero della Sanità, vale per il 'donatore samaritano', leggiamo dall' ansa del 25 maggio:
“Deve inoltre essere rispettato l'anonimato sia del donatore che del ricevente come previsto dalla legge”.
Si trincerano dietro al fatto che così, nessuno può pretendere un compenso economico. Se anche ciò avvenisse, esistono figure giuridiche che hanno il dovere di fare rispettare la legge e tutelare i cittadini . Non comprendiamo , quindi, il motivo.
Come non riusciamo a capire perché un cittadino che versa in condizioni economiche precarie, abbandonato dalle istituzioni, non possa vendere un organo non vitale per poter risollevare , almeno temporaneamente , la situazione della famiglia.
Si darebbe il via ad operazioni di sciacallaggio , direbbe qualcuno ma noi rispondiamo:
non è quello che sta avvenendo oggi?
Basta un incidente più grave del solito, per divenire donatori , inconsapevoli . E' facile fare firmare il consenso di una madre disperata senza spiegargli che gli organi sono prelevati a cuore battente e che l'encefalogramma piatto non significa morte :
“Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio, soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati, possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico...”.
Abbiamo trattato in precedenza il caso di Eluana Englaro e non abbiamo cambiato idea. Non siamo i difensori ad ogni costo della vita , crediamo che ognuno abbia il diritto di decidere della propria e, in casi come quello di Eluana, della dignità del proprio caro . E poi, Eluana, ha 'vissuto' 17 anni attaccata ad una macchina. Oggi, si diventa donatori nel giro di pochi giorni dal ricovero in ospedale.
In Italia, esiste il silenzio-assenso , cosa vergognosa a nostro modo di vedere.
Noi chiediamo che donatore si diventa per scelta propria, sopra i 18 anni di età e con tanto di documentazione. Per tutti i minorenni, deve esistere l' 'immunità'. Il corpo deve essere sepolto così com'è, nel rispetto della morte.
Per gli altri, cioè per quelli che non hanno scelto di diventarlo e sono maggiorenni, nel caso di un evento tragico, quale può essere un incidente stradale o incidente sul lavoro (ad esempio), deve esserci l'obbligo per il medico di salvare il paziente con ogni mezzo riconosciuto dalla medicina.
Se ciò avvenisse , i dati attuali del Cnt , subirebbero un cambiamento radicale.
Oggi , invece ,possiamo leggere certe dichiarazioni nelle quali manipolano i dati in loro possesso, facendo risultare positivi dati che , alla mano, sono senz'altro negativi. Meno 3,4 % nei donatori ma Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti , dichiara il 25 maggio:
“C'è stata una leggera flessione nei donatori utilizzati per i trapianti tuttavia va detto che si tratta di numeri riferiti fino al 30 aprile 2010, che si pongono quindi in maniera intermedia tra quelli registrati nel 2008 e nel 2009. Possiamo dire che il bilancio è dunque di luci e ombre, ma comunque il nostro paese si pone, per numero di donazioni, dietro alla Spagna e più o meno a livello della Francia”.
E poco dopo, leggiamo nella notizia ansa, sempre del 25 maggio :
...Se nel 2009 il numero dei no è stato di 707, nei primi mesi del 2010 è di 648, “il che ci fa stimare una proiezione del calo delle opposizione dell'8,3%" e lo considera “Un dato senz'altro positivo”, Alessandro Nanni Costa.
I dati sono così positivi che il governo , insieme al Cnt, organizza per il 2010:


TVD - Ti Voglio Donare: un kit informativo per la scuola
Realizzato per studenti e insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori, contenente filmati e informazioni sul mondo dei trapianti.

Salvo e Gaia: gioco didattico per i bambini delle scuole elementari
Realizzato per studenti e insegnanti delle scuole elementari, contenete un cartone animato, un mini-book e un gioco didattico

“Un dono per la vita”: progetto per gli uffici anagrafe dei comuni italiani
Il progetto, realizzato per la prima volta dal Comune di Roma e rilanciato su tutto il territorio nazionale, prevede che gli uffici anagrafe, in stretta collaborazione con le Asl locali, possano procedere alla raccolta delle dichiarazioni di volontà dei cittadini sulla donazione di organi.

Cittadini si nasce, donatori si diventa
Il progetto prevede il coinvolgimento di due città (NORD e CENTRO-SUD) impegnate per una settimana nella promozione della cultura della donazione attraverso l’utilizzo dei progetti di comunicazione e formazione realizzati nell’ambito della campagna ministeriale. (8)

Siamo al quanto sbigottiti e vi lasciamo col titolo di una canzone di una famosa cantante che ha prestato la sua immagine come testimonial alla campagna “Donare gli Organi. Una scelta consapevole”. E' semplicemente diffidenza la nostra verso la campagna per la donazione degli organi, non crediamo nella bontà di certe associazioni, nel loro buon cuore, “Come se non fosse stato mai amore” .



(1)http://www.aido.it/index.php?id=1&faq=14 dal sito Associazione italiana per la donazione organi
(2)La “morte cerebrale” compare sulla scena medica americana nel 1968, quando dopo il primo trapianto di cuore (Barnard 1967 – Città del Capo), la Harvard Medical School introdusse i criteri per la definizione di “morte cerebrale” su soggetti vivi, in coma presunto irreversibile, per giustificare l'espianto-trapianto.
(3)Definizione di cadavere come da Circolare n. 24 del 24-06-93 esplicativa del D.P.R. 285/90.
(4)http://www.bergamosette.it/leggi.php?artID=1512016
(5)http://www.antipredazione.org/
(6)http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/05/25/visualizza_new.html_1795915096.html
(7)COMUNICATO STAMPA Anno XVII - n. 9 27 aprile 2001 segue Comunicato Stampa del 30.4
"125 MILIONI DI UTILI CAZ...TE" - DI ADRIANO CELENTANO ! Della lega antipredazione.
(8)http://www.trapianti.salute.gov.it/cnt/cntPrimoPianoDett.jsp?area=cnt-generale&menu=menuPrincipale&id=231



 

 

 

Enrico Labanca 30 giugno 2010

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