Condividi Gli ex (?) uomini in nero

GLI EX (?) UOMINI IN NERO


La storiografia ufficiale, quella che obnubila le menti dei numerosi beoti che vivono nel nostro paese, da decenni ci racconta una vera e propria favola in stile “Alice nel paese delle meraviglie”: nella nostra amata Patria, dal 1946 in poi, è esistito un gruppo di uomini pericolosi che tramavano per il sovvertimento dell’ordine democratico, al fine di instaurare nuovamente la dittatura fascista. Questi temibili “uomini neri” avevano anche una casa-madre con suoi rappresentanti in Parlamento, il MSI, poi miseramente affondato dalle gesta di un ignobile delfino interessato unicamente alla propria carriera politica: Gianfranco Fini. Ma come tutte le favole, la realtà è completamente diversa…Nel novembre del 2003, l’allora capo assoluto di AN, il partito erede del MSI, ha visitato, con kippà d’ordinanza in testa, lo Yad Vashem di Gerusalemme, il museo del cosiddetto “Olocausto”. Ed ecco lo scalpore: ma come, il presunto erede del Fascismo e degli ideali della RSI, a braccetto coi nemici storici sionisti? Però, questo ragionamento poteva avere un significato fino al maggio del 1945, poi le cose, nel mondo neofascista, sono radicalmente cambiate. Basti pensare al caso di Fiorenzo Capriotti. L’ex capo di terza della X Mas del golpista ed atlantista Junio Valerio Borghese, dopo aver scontato un internamento di cinque anni nel dopoguerra, fu segnalato dai nostri (dis)servizi come istruttore per gli incursori della nascente marina di Israele, dalla quale poi fu congedato con tutti gli onori. Ma ancor più netti furono i sentimenti filo sionisti del MSI. Durante la guerra dei Sei Giorni del 1967, secondo la propaganda missina Israele rappresentava il “baluardo dell’Occidente” contro l’espansionismo sovietico…Tanto è vero che Franz Maria D’Asaro (direttore del Secolo d’Italia nel primo dopoguerra) raccontava che “Almirante sin dai primi anni Cinquanta, sensibilizzava il nostro interesse nei confronti dello spirito pionieristico e patriottico con il quale i fondatori dello Stato d’Israele avevano fondato la nuova nazione”. E, per essere sicuri di non essere fraintesi, nel documento conclusivo del X congresso del MSI, nel 1973, era scritto: “Israele ha diritto ad una pacifica e sicura esistenza”, chiedendo addirittura, nel 1983, “una Patria per Israele”.Altre parole di Fini ritenute scandalose riguardano la Resistenza. Nel 2008, di fronte ad un’attonita platea di militanti di Azione Giovani, affermò che “ è doveroso dire che, se non è in discussione la buona fede, non si può equiparare chi stava da una parte e combatteva per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede, combatteva per la parte sbagliata”. Discorso però non molto dissimile da quello di Giorgio Almirante che, nel 1972, giunse “ad esaltare i valori della Resistenza in quanto valori di libertà”.E’ chiaro perciò come la cosiddetta “svolta di Fiuggi” in realtà nulla ha portato di nuovo nel mondo neofascista, anzi ha posto fine ad una ridicola messa in scena. Questi “camerati” se ne sono sempre fregati dei postulati anticapitalisti ed antiplutocratrici del Fascismo, preferendo portare avanti “la battaglia” contro il comunismo, facendo da utili ed idioti schiavi del mondo conservatore e capitalista italiano. Adesso si nascondono sotto la gonna del nano di Arcore, intimoriti che la sinistra al governo possa toccare le loro milionarie proprietà private (magari fosse così!). Noi invece continuiamo la nostra battaglia contro la società borghese, secondo le parole pronunciate da Mussolini il 22 aprile del 1945, poco prima di essere barbaramente trucidato: “I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari, le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero di sinistra. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo”.


 



Alessandro Cavallini 8 marzo 2010

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