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Torino, 2 maggio 1945
I partigiani
della divisione “Giustizia e Libertà” proteggono l’incolumità dei
componenti della famiglia Agnelli e di Vittorio
Valletta, amministratore delegato Fiat.
E invece, no!
Hanno sbagliato ancora, i vincitori. La storia ha relegato nell’oblio e nell’oscurità i suoi carnefici, non lei. Marilena ancora vive.
Vive nel nostro ricordo, insieme a tutti gli altri caduti come lei sul campo dell’onore, con la sua adolescenza, il suo viso bello ed innocente, la sua dignità ed il suo coraggio, i suoi sogni ed i suoi ideali. Perché è da Marilena che riprendiamo a scrivere la nostra storia. E’ con Marilena che continuiamo la sua e la nostra battaglia.
E’ da questa sedicenne che, dopo decenni di menzogne e di oscurità, riprende la battaglia contro il capitalismo e la borghesia oggi trionfanti.
E con Marilena, che volle morire in divisa, che rialziamo la bandiera dell’anticapitalismo che fu del fascismo, di quel fascismo sognato dalla camerata di sedici anni, così lontano da quel neofascismo che il coniglio Almirante, mai processato dagli antifascisti, mai ricercato dai partigiani, si vanterà di aver fondato, dopo esser uscito dalla ebraica tana nella quale si era rifugiato.
Nei campi della storia i fiori
sbocciano per non appassire mai, Marilena, per questa ragione sei
ancora con noi, a vivere e combattere con noi. Opera, 25 aprile 2007 |